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Nucleare: io sto con Rubbia - da MicheleRaspanti

Vorrei invitare tutti alla riflessione su un argomento che sta tornando prepotentemente di moda in questi giorni: il problema energetico, con particolare enfasi sulla necessità di un ritorno all'energia nucleare.
Al di là di tutti commenti sul fatto che negli anni '80 è già stato fatto un referendum che ha avuto come risultato un voto contrario al nucleare, vorrei richiamare l'attenzione su una intervista al Prof. Carlo Rubbia (premio Nobel per la Fisica), apparsa a pag. 25 de La Repubblica del 30 marzo 2008.
Ebbene, a dispetto di tutti i sedicenti esperti che si esprimono in materia, io preferisco credere a ciò che dice una persona che, senza ombra di dubbio, ha una enorme conoscenza in materia di fonti energetiche.
Per darvi un'idea di cosa si parla, ho sintetizzato brutalmente il contenuto dell'intervista in alcune frasi del Professor Rubbia, estrapolate dall'articolo:
"[...] Non esiste un nucleare sicuro, o a bassa produzione di scorie
[...] l'uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni
[...] Sa quando è stato costruito l'ultimo reattore (nucleare) in America ? Nel 1979, 30 anni fa
[...] Sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese ? Circa il 20 per cento.
[...] Ma i costi altissimi dei loro (dei francesi) 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l'arsenale atomico
[...] Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell'umanità
[...] il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento
[...] Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sembre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole, che ogni giorno illumina e riscalda la terra
[...] un ipotetico quadrato di specchi (solari), lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l'energia necessaria all'intero pianeta. E un'area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt
[...] Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta.

EOLO, L'AUTO AD ARIA COMPRESSA, CHE FINE HA FATTO? - da Salvatore Armando Santoro

EOLO, L'AUTO AD ARIA COMPRESSA A ZERO COSTI E NON INQUINANTE, CHE FINE HA FATTO?
E' una bufala o le multinazionali del petrolio ci hanno messo lo zampino? Perché il Governo non ne parla?

E' proprio vero che era già stato costruito uno stabilimento per produrla in Italia?
Vi rimando al portale sotto indicato per l'approfondimento completo su questa auto rivoluzionaria scomparsa nel nulla.


La storia delle cose - da Francesco Galgani

LA STORIA DELLE COSE

Voglio segnalarvi un interessante documentario (20 minuti), doppiato in italiano, che riesce con estrema semplicità a spiegare perché il sistema produttivo attuale è destinato al collasso:

URL: http://www.nopil.it/2008/04/la-storia-delle-cose.html


Nella pagina principale del sito, è presente anche una breve introduzione al "signoraggio", di importanza cruciale per il nostro sistema economico, ma di cui solitamente nessuno parla.


Per rendere più esplicito il concetto vi riporto una espressione utilizzata molti anni indietro da Henry Ford:

"Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione."


Francesco Galgani
www.galgani.it


LA VERGOGNA DI VERGOGNARCI - Olimpiadi in Cina - da Salvatore Armando Santoro

LE OLIMPIADI DELLA VERGOGNA

(Ore 8,28 del 12/5/08: terremoto di 7,8° Richter nel Sichuan: 12000 morti, forse più.
Mentre ascoltavo le notizie di questo nuovo disastro naturale avvertito in tutto il pianeta a meno di tre mesi dalle discusse olimpiadi di quest'anno, avevo appena scritto queste considerazioni sull'argomento. Decido di mandarvele ugualmente perché intravedo, in ambedue le vicende, un legame profondo fra il sacro, il profano e la coscienza di ognuno di noi.
Leggete o cestinate la mail, secondo ciò che vi detta la vostra.)
 
Non ho mai creduto che lo sport fosse incontaminato e puro, ma chi come me per mesi, o anni, si è magari alzato ogni giorno alle 5 e mezza del mattino per compiere 40 giri di pista di atletica prima delle 7 o altrettante vasche in piscina, farsi torturare poi da un massaggiatore e pagare anche per questo,  prima di recarsi a scuola, puntuale, pulito profumato e ben vestito alle 8,30... chi fa o ha fatto ciò non si è mai chiesto il perché. Né si è mai sentito più furbo o più stupido degli altri per averlo fatto.
Lo si fa per passione, perché è bello, perché si sogna, si vive, si ama quello che si fa.
Perché si è giovani e i giovani sono l'energia, il futuro. Sono l'unico vero patrimonio che abbiamo.
Oggi, ci accorgiamo purtroppo che questa globalizzazione altrettanto discussa, giusta perché "inevitabile e democratica" e ingiusta perché esclusivamente legata al "fattore denaro", quindi perché "inevitabile e antidemocratica", nel suo paradosso ci sta privando anche di questo: il senso/sogno/illusione  della bellezza e della purezza delle nostre passioni e dei nostri ideali.
Oggi il mondo più guarda al futuro più diventa vecchio. Come noi. Come l'ultima isola della gioventù e dei valori, o almeno del simbolo di tutti i valori: le olimpiadi.
 
Questo è l'anno della svolta, perché le olimpiadi di quest'anno sono così integrate nell'ingranaggio globale da inaugurare una nuova era, portando nelle tasche degli operatori più soldi diretti e indotti degli europei di calcio, dei mondiali, di qualunque altra manifestazione o iniziativa si possa mai immaginare: una forza mediatica ed economica immane, dirompente, che travolge tutto e che nessuno può fermare, al cui cospetto i 30 o 300mila morti della Birmania sono un piccolo insignificante formicaio.
 
Mi chiedo ora: se ci tolgono anche lo sport, cosa ci resta? La partita del cuore per lavare la nostra coscienza con due euro e farci credere che il mondo è buono, quando basterebbe sacrificare un millesimo di euro sul litro del greggio per fare migliaia di case e scuole in più? Perché ci lamentiamo ipocritamente se i giovani si picchiano e ammazzano o si ammazzano, se si perdono nella droga, se non hanno più certezze e sembrano sempre più sperduti, confusi, arrabbiati, aggressivi e senza ideali? Cosa racconteremo ai nostri bambini coccolati, esaltati dalle "dinamiche mentali" dei padri o spersonalizzati dalle femminilità incombenti delle madri, stressati da ritmi impossibili, da zaini assurdi, pubblicità martellanti, regole incomprensibili,  genitori e insegnanti frustranti che hanno fatto della competitività individuale, prima che della valorizzazione della attitudini, l'unica ragione di vita, in una società in cui solo "denaro è bello"?
Solo il denaro. E il resto? Signori, il resto senza denaro è roba da "falliti": cultura, onestà, senso civico, educazione, comunicazione, la stessa solidarietà, valgono solo se "rendono". Invece di insegnare l'amore e il rispetto per  il prossimo li educhiamo a curiosare nelle case mentre noi curiosiamo nelle tasche altrui, gli raccontiamo le nuove regole della pubblicità e di internet,  prima o poi li vestiremo anche di bianco blu e arancione, confondendoli sempre più in questo mondo "tutto intorno a loro", che fin dal primo giorno di vita è talmente intorno a loro da omologarli e stritolarli, fino a colpirli un domani magari all'uscita da una discoteca.
 
Soprattutto mi chiedo: come è possibile che siamo talmente consapevoli del nostro senso di impotenza e di schiavitù che dopo la prima istintiva reazione ci zittiamo, dimentichiamo e non siamo neanche più capaci di dire: mi vergogno? Anzi, ci vergogniamo persino di parlare.  Ci vergogniamo al punto che preferiamo far finta di nulla: meglio sembrare indifferenti e cinici piuttosto che portatori dell'inutile protesta, esporsi a critiche, ironie, smorfie di superiorità e scherno come quelle che molti rivolgeranno all'autore di queste stesse parole . Meglio vergognarsi di vergognarsi, almeno è un fatto solo nostro, più "intimo". Non lo si potrà mai conoscere, umiliare, tassare...
E continuiamo ad aggiungere pessimo insegnamento a pessimo insegnamento, con la nostra consueta abilità ogni volta di "tirarcene fuori" grazie all'arte demagogica di generalizzare sulle "altrui cose", sulla società, sulla scuola, sugli immigrati, sul governo, sulle guerre... come sempre ci preoccupiamo degli effetti e non delle cause. Anche cambiare i significati "rende" sull'immediato, più che modificare i significanti "modificabili", perché quelli non modificabili, come il terremoto di ieri mattina in Cina, sono nelle mani del Signore.
 
Per tutti questi motivi, quando 5 mesi fa ricevetti la mail sottostante, dissi a chi me l'aveva mandata che centellinavo "attentamente la mia mailing list per non stressarla", che in quel periodo avevo invii importanti da fare e che avrei salvato la mail e l'avrei ripresa al momento opportuno. Perché io non sono migliore o peggiore di voi. La pubblicità in fondo alla pagina vuole provocatoriamente richiamare scontate critiche e dimostra che non mi nascondo dietro il dito della "madre delle epoche del paradosso". Perché solo questo dobbiamo fare: smetterla di essere ipocriti. Basterebbe forse cominciare a "metterci la faccia" sul serio, per cambiare qualcosa. E non so se quella persona abbia considerato quella mia risposta come una scusa, ma poiché credo che la parola debba avere un senso e che il momento opportuno sia questo, mantengo oggi la promessa. Non nascondo nemmeno che anche gli ultimi fatti del mondo, come ad esempio quelli della fiera del libro, mi abbiano spinto a inviare questa mail, facendomi riflettere su contestazioni "giuste" e contestazioni "stolte", riportando alla mente i ricordi degli anziani sui roghi di libri dei nazisti e mille immagini della storia distorte di vittime diventate carnefici e soprafazioni/delitti in nome della "propria" libertà. O, peggio ancora, di Dio.
 
Questo è l'anno della Cina, il suo tempo, sicuramente in anticipo sul dovuto, senza il rispetto per i necessari equilibri e per popoli più bisognosi di cibo e diritti. Così come tutti sono convinti dell'anomalia di queste olimpiadi  in una nazione indegna di rappresentare il progresso, la civiltà e quella nobiltà perduta che l'umanità deve assolutamente cercare di ritrovare per non autodistruggersi, ritengo però che nessuno possa dubitare del fatto che chiunque in Cina avrebbe preferito fare a meno di questa ulteriore "pubblicità" del sisma e spero, pur disincantato e senza una fiducia eccessiva,  che almeno per quel popolo maltrattato, questo meccanismo inarrestabile possa portare, invece che ulteriori conflitti e oppressioni,  dei benefici.
 
Mi limito quindi, mentre ancora risuonano le grida di un ulteriore disastro, a fare da passaparola per un'opinione che sostengo e condivido con questo stato d'animo, suggerendovi di non fermarvi al breve video, pur  "forte" e suggestivo, ma di guardare oltre. Me lo impone appunto la coscienza, ma lascio a voi e alla "vostra" coscienza il diritto del giudizio. Almeno quello, di diritto, non ce lo potrà mai togliere nessuno.
 
Questa è la mail, che vi inoltro come richiesto, sperando che la persona che me la inviò apprezzi d'essere citata:
 
...................................................
----- Original Message -----
Sent: Sunday, December 02, 2007 3:17 PM
Subject: ciao da roberta

Caro Cristiano lo scaricato da youtube un video che ti pregherei di estendere alla tua mail list. Si tratta di sollecitare la presa di posizione contro le olimpiadi 2008  in Cina, paese che vuole darsi rispettabilità agli occhi dell'occidente. Io ho aderito a questa campagna on line di sollecitare il no alla partecipazione alle olimpiadi della vergogna ,fai tu estendi o cestina dipende dalla tua coscienza, un saluto da Roberta
http://it.youtube.com/watch?v=84eY81G9Z24
Roberta Brandi
...................................................
 
 
un saluto da
Cristiano Sias 

PARTECIPAZIONE E DEMOCRAZIA PARTECIPATA - da Salvatore Armando Santoro

DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE

IN PIENA CRISI IDEOLOGICA E DI VALORI C'E' ANCORA QUALCUNO CHE CREDE NELLA DEMOCRAZIA E NELLA PARTECIPAZIONE POPOLARE PER RENDERE LA DEMOCRAZIA PIU' REALE E PARTECIPATA E LE ISTITUZIONI, SOPRATTUTTO QUELLI LOCALI, PIU' CONTROLLABILI DA PARTE DEGLI ELETTORI.

RITENGO UTILE DIFFONDERE LA LETTERA DI FRANCESCO GALGANI (www.galgani.it) ED IL LINK CHE L'ACCOMPAGNA.
ANCHE SE PERSONAGGI COME ME, CHE HANNO PARTECIPATO AL MOVIMENTO DEL '68, SONO UN POCO SCORAGGIATI SUL DISCORSO DELLA PARTECIPAZIONE E' LODEVOLE CHE QUALCUNO CI CREDA ANCORA E CHE SIA UN GIOVANE COME FRANCESCO A PROPORMI DI SPONSORIZZARE L'INIZIATIVA SUL PORTALE, CHE SOTTOPONGO VOLENTIERI ALL'ATTENZIONE DEI NOSTRI VISITATORI.

Nota:
Dopo la pubblicazione ci è arrivata una precisazione di un concorrente del nostro Bando Letterario, Pasquale Messali di Tivoli,  che ci ha precisato che anche nella sua città vi è un movimento analogo. Alleghiamo il link per chi volesse visitare il corrispondente portale:

www.mcpu.it/



Caro Armando,
vorrei segnalare a te e a tutto il Circolo un'interessante proposta per un programma di governo locale, che ho conosciuto tramite amici e che voglio qui presentare in poche righe, pregandoti di darne diffusione.

L'aumento continuo del prezzo del petrolio e degli alimenti sta mettendo in crisi il sistema economico della globalizzazione.
E' possibile rispondere a questa crisi con un modello di sviluppo locale
autosostenibile valorizzando le identita' territoriali attraverso la democrazia partecipativa e la solidarieta' tra societa' locali.
L'obiettivo consiste nell'innescare sul territorio un processo di cambiamento e miglioramento partendo dalle risorse e dalle opportunita' presenti, per contribuire ad innalzare il livello di qualita' della vita delle comunita' locali.

PROPOSTA IN 10 PUNTI PER UN PROGRAMMA DI GOVERNO LOCALE
http://www.condividere.net/massa-marittima/
(Cliccare sul link per aprire la pagina)

Questo è un programma di governo locale aperto, proposto da un cittadino di Massa Marittima (GR), che ciascuno può modificare ed adattare al proprio Comune.

Ciao,
Francesco



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LA QUOTA DI ISCRIZIONE SARA' UNA RISORSA POSITIVA PER LA PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA' DEL CIRCOLO E LA CORRISPONDENTE SOMMA POTRA' ESSERE DEDOTTA DALLA QUOTA DI LETTURA RICHIESTA A COLORO CHE PARTECIPERANNO ANNUALMENTE AL BANDO LETTERARIO.

Salvatore Armando Santoro - Presidente

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