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Vademecum di difesa anti-truffa - da Francesco Galgani

VADEMECUM DI DIFESA ANTI-TRUFFA

Stamani si è tenuta a Roma la presentazione dell'opuscolo "Non ci casco".

Comunicato stampa:
http://www.spi.cgil.it/4/7/7292/schedabase.asp

Puntata odierna di "Italia, Istruzioni per l'uso" di Emanuela Falcetti, in cui viene presentato questo opuscolo e letti alcuni esempi di "cose da non fare", ascoltabile in streaming con RealPlayer, collegandosi all'indirizzo:
http://www.radio.rai.it/radio1/italiaistruzioniperluso/view.cfm?Q_EV_ID=257221

Nel 2007 sono stati denunciati a piede libero per truffe agli anziani 3.756 persone contro le 3.478 del 2005 e le 3.676 del 2006. Nella maggior parte dei casi, nelle singole persone si instaura un senso di vergogna, per essere stati raggirati e beffati. I malfattori contano su questi stati d'animo e sull'impunità derivata dalla mancata denuncia alle forze dell'ordine. quindi fondamentale contribuire a rendere consapevoli le persone per sporgere le denunce adeguate al reato subito. Nel 2007 sono state arrestate 230 persone contro 110 del 2006, i delitti denunciati sono stati 15.110 nel 2007 contro ii 12325 del 2006.

Il sindacato Pensionati Italiani della Cgil, la Federconsumatori, l'Auser e il Sindacato Italiano lavoratori di Polizia, hanno promosso in più occasioni, proposte di denuncia e di prevenzione, per consentire alle persone più anziane una consapevole difesa per sé e per l'intera comunità che li circonda. Specialmente in estate, quando è tempo di vacanze, gli anziani si ritrovano spesso da soli. La prima emergenza che abbiamo di fronte è quella di ricostruire ed infondere sicurezza, sviluppando nuove politiche sociali, tranquillizzare gli anziani sulla disponibilità di diritti effettivi, diffondere cultura e opportunità di relazione tra persone e generazioni diverse.

Parallelamente occorre aiutarli a prevenire le truffe o i raggiri di cui spesso rimangono vittime. Imbrogli sofisticati messi a segno da falsi operai o falsi dipendenti dell'Inps, finti poliziotti o medici, giochi d'azzardo e facili vincite, che potrebbero attirare in inganno anche le persone più attente. Il Progetto Sicurezza anziani è stato elaborato alla fine del 2006, dalle quattro organizzazioni promotrici, prosegue nell'iniziative di carattere locale, Regionale e Nazionale.


COCCI ITALIANI (dal nostro colaboratore in Francia) - da Salvatore Armando Santoro

  LETTERA DALL'  EUROPA

UN MONTE DI COCCI

A Roma c' é il monte dei cocci. Cocci accumulati dagli antichi Romani.  Cocci di costruzioni diroccate, di manufatti invecchiati. Cocci.

Anche nello Stivale  c' é una montagna di cocci. Cocci accumulati dagli Italiani, nei decenni, con leggerezza. Una buona parte é stata buttata alla fine del secolo XX. Cocci di tutti i tipi e colori.

Cocci da occasioni perdute, da promesse non mantenute, da fatue illusioni poi smontate, da programmi iniziati ma poi falliti, o dimenticati, da successi mancati. Cocci. Per incapacità, per incoscienza, per insipienza, per incoerenza o leggerezza. Cocci generati da  panzane, chiacchiere fatue, vendute al pubblico da pacchiani oratori. E accettate spesso da una cultura mediocre, la quale privilegia il football di serie A e le soubrettes svestite di serie B. E ammanta talvolta la furberia di un aspetto intelligente.

Molti cocci sono dovuti ai cinque spettri che aleggiano sul Bel Paese: lassismo, rassegnazione, irresponsabilità, comparaggio, allegra gestione. Altri cocci dovuti alle distruzioni di un sistema, che non sa sciegliere le persone giuste al posto giusto, ma sceglie invece le persone più spinte al posto più remunerato. In Europa si chiamerebbe la "selezione negativa", in Italia si chiama "il sistema".

Cocci incoscienti, gettati da chi ha creduto, ideologie complici, a programmi politici. I quali si sono poi rivelati mezzucci per andare al potere, poi dimenticati nella confusione creata dal sistema Italia di fine secolo XX. Confusione di proposte non studiate, di problemi non chiariti, di trovate non ragionate.

Ma sempre cocci. Cocci che si son trovati sul percorso del treno Italia. Treno programmato negli anni '60 come treno ad alta velocità. Con gli anni divenuto un accelerato, che si ferma a tutte le stazioni, anche quelle impreviste. I ferrovieri non sono stati formati infatti all' organizzazione, alle segnalazioni ed alla manutenzione. Per cui sono essi stessi sorpresi di tante fermate. E chiedono lumi al capotreno.

Ma che puo' fare un capotreno, che non ha gli strumenti per l' alta velocità ? Che non sa neanche quali leghe, olii e motori sono necessari per permettere al treno gli attesi 300 km/h ?

La quantità di cocci sembra aumentare. Rischia di espandersi in ogni regione, in ogni fabbrica, in ogni impresa. Mentre che associazioni di imprenditori, di lavoratori, di professionisti, di categorie, discutono e si beccano. Senza capirsi talvolta, senza grandi risultati talaltra. Non pensano che forse non li vedranno mai, i risultati. Per mancanza di realismo, di capacità, di metodo, di formazione seria, di apertura, di VALORI. E per la diffusione di due elementi negativi: le CHIACCHIERE VAGHE, le OPINIONI EQUIVOCHE.

Ma restano i cocci. Oltre i cocci, si notano anche i buchi nell' acqua. Soprattutto quelli fatti in Italia da tante persone, dotate di ingegno e capacità. Fra i quali molti sono poi andati in Europa, in USA, in Australia, ove si rivelano spesso  più brillanti e capaci dei colleghi locali.

Cocci e cervelli. I primi restano, i secondi se ne vanno. Speranze perdute, futuri negati, in Italia.

E' lo Stivale oggi.

Apriamo gli occhi.....guardiamo la situazione reale:  non c' é ne la cultura, ne la stoffa, ne la chiarezza mentale per fare la competizione nel villaggio globale.  L' abbiamo persa, con leggerezza, e con un po' di incoscienza.


Antonio Greco - Emigrato in Francia dal 1982

(disponibile a presentare le CAUSE del degrado socio-economico)


angremi@orange.fr



BANDO LETTERARIO CITTA' MONTIERI: Prorogate le iscrizioni - da Salvatore Armando Santoro

C'E' TEMPO FINO 31 LUGLIO PER POTER PARTECIPARE ALLA  QUARTA EDIZIONE DEL BANDO LETTERARIO CITTA' DI MONTIERI

Infatti, il  non elevato numero di partecipanti ci ha spinto a questa decisione  per  evitare di dover rinviare al 2009 il Bando perchè sarebbe inopportuna una competizione (perchè in fondo di questo si tratta) tra 70-80 concorrenti.

Ricordiamo i premi messi in palio:

  • Soggiorno di mezza pensione o pernottamento da due ad un giorno, in albergo o in agriturismo, con un contributo forfettario di Euro 50,00 quale rimborso spese di viaggio, per il primo, secondo e terzo  classificato di ogni sezione.

  • Medaglia d’argento in bagno d’oro per i primi classificati e medaglia d’argento per i secondi e terzi classificati per ognuna delle tre sezioni di cui si compone il Bando.

  • Diploma o targhe per i 24 finalisti, che saranno messi a disposizione dalla Presidenza del Circolo Culturale Luzi (Sezione Europa), dalla LAV (Sezione animali) e dalle Istituzioni territoriali, regionali ed europee, che patrocineranno il Bando.

(I premi potranno subire modifiche se non si raggiungerà la quota minima di almeno 200 concorrenti)

Il regolamento del bando, a partire dal 1° Febbraio 2008,  potrà essere:

  • scaricato dal sito  www.circoloculturaleluzi.net;
  • richiesto per posta al Circolo Culturale Mario Luzi - Via Costa Ripida, 6  58026  Boccheggiano (GR); (allegando una busta affrancata per la risposta con l'indirizzo del concorrente);

richiesto tramite e-mail a: s.a.santoro@circoloculturaleluzi.net


La premiazione si effettuerà Sabato 27 Settembre 2008 alle ore 16
presso il Teatro Comunale di Boccheggiano


Per informazioni telefonare allo 0566.998153 oppure  339.1844334 (Tim), o al 340.9740657(Coop-voice) dopo le ore 14.

                                                     IL PRESIDENTE DEL CIRCOLO

                                                    (Santoro Salvatore Armando)

 


DAL SITO POETARE LA STORIA DI UNA DONNA DEL SUD - da Salvatore Armando Santoro

Dal sito www.poetare.it una breve storia che dovrebbe far riflettere soprattutto le istituzioni che dovrebbero attivarsi per contribuire a  cambiare davvero le condizioni di vita e di lavoro di tanti giovani del Sud che vorrebbero restare a lavorare onestamente nella loro terra.

Pensieri di una donna del Sud che vuole restare al Sud

Un giorno, quando partecipavo alle lezioni di catechismo, il catechista ci spiegava che ogni ragazzo, nel periodo dell'adolescenza, prendeva a modello alcuni riferimenti, che poi diventavano quasi dei propri idoli: questi poteva essere un cantante, un calciatore, un attore famoso. Le ragazze, invece, avevano come riferimento delle modelle o delle attrici famose. Per la maggior parte dei restanti adolescenti, infine, i modelli erano dei normali conoscenti come mamma o papà, zii o nonni.
Io subito pensai che forse il mio idolo fosse mia madre: così forte ma nello stesso tempo debole, perché pur sempre donna e, poi, mi sentivo molto somigliante a lei nel carattere.
Ma poi un giorno avvenne qualcosa che mise in discussione questi modelli ed entrai in crisi e provai anche tanta rabbia ed un odio profondo per il parroco del mio paese che ci spiegava certe cose.
Così buono e vicino a Dio, così intraprendente e colto, aveva messo incinta una donna e, nonostante le pressioni del vescovo delle nostra diocesi di quel tempo, che cercava di convincerlo a rinnegare il figlio, lui non rinnegò la sua azione ma rinunciò al suo ruolo e se ne andò in giro per le vie del mondo. All'inizio, come dicevo, lo odiai, ma oggi, dopo tanti anni, lo ammiro, perché ho capito che per la coerenza ed il coraggio dimostrato era lui il mio modello di riferimento, il mio idolo.
Si è sposato e ha due figli e, pur potendo esercitare la sua professione di giudice di pace, si è adattato a fare il portiere.
Nei primi tempi tutti lo scansavano, ma ora ho capito che aveva avuto una grande forza nel cuore per affrontare tutti quei disagi e quelle umiliazioni.
Ritornando alle mie convinzioni personali, in quello stesso periodo mi ero convinta di un comportamento da assumere per la mia vita futura: diventare io un esempio.
"Dai l'esempio - pensai - poi qualcun altro ti seguirà".
Ecco io ho fatto proprio questo, ho deciso di essere di esempio ed ho deciso di non andare via dal mio paese e di restare per cercare di far cambiare in meglio le cose.
Ho voluto raccontarvi queste cose per farvi comprendere che la società dove io vivo costringe tanti giovani a scappare, ma più aumenteranno le condizioni di disagio che feriranno il mio orgoglio più in me cresce e crescerà il desiderio di rimanere e lottare.
Mia madre afferma che nulla cambierà perché molti ci hanno provato a restare, ma poi sono stati costretti ad andare via. Questo è vero, ma io sono fortunata. Ho due risorse in me che gli altri non hanno: la poesia, che é il mio rifugio, ed internet, che mi consente di diffondere i miei pensieri ed lanciare le mie urla di speranza nella rete. E sono sicura che qualcuno prima o poi li ascolterà.

Scelgo di vivere
Secondo la legge
Che viene dal cuore.

Scelgo di vivere
Per gridare e gridare
E ancora gridare
L'amore e la pace

Scelgo di vivere
Per gioire piangendo
Per vedere le gemme
Diventare fiori colorati

Scelgo di vivere
per sognare
di me di te
tra le strade del mondo.

Grazie a quel Dio
Che decise
Di farmi respirare
L'aria buona di casa.

Lina Urso   


ITALIA: Il problema é sociale di Greco Antonio - da Salvatore Armando Santoro

IL PROBLEMA E’ SOCIALE …..
(quello politico ne é la conseguenza)

Cerco di condensare il problema sociale, come é visto da un emigrato. E mi chiedo: “se ne accorgeranno gli Italiani, che preferiscono  concentrarsi sulle lotte tra Guelfi (destra) e Ghibellini (sinistra)?”  

La scelte della società italiana, degli ultimi 20 anni (le più evidenti). Nel Paese ove la tradizione della flessibilità totale, dell’ adattamento facile, non é equilibrata dal necessario rigore, da chiari interessi nazionali, dal lavoro efficiente; ove non esiste più la riflessione attenta (anche per le troppe emergenze) né l’ onestà nella vita sociale (ci puo’ essere l’ onestà, in un Paese ove la giustizia é vicina al bloccaggio?), il ruzzolone verso il terzo mondo é scontato. Ma anche rapido, visto che l’ assenza di riflessione non permette di definire le contromisure necessarie ed urgenti, visto che chi ha un ruolo nelle istituzioni ha tutta la latitudine per considerarlo un impegno o ....... uno sport......

In un Paese ove la corruzione viene diffusa nelle istituzioni o nelle imprese come un condimento necessario ad insaporire meccanismi arrugginiti (lo sono per incapacità), le evoluzioni degli ultimi 20 anni sono state rapide e negative. Eccone i contorni:
 
- si nota spesso una diversa mentalità, ma anche una diversa valutazione dei fatti italiani, fra emigrati e residenti.  Possibili ragioni per ciò:
a) il fatto che gli emigrati vivono spesso in strutture sociali che funzionano;
b) essi sono spesso abituati a vedere, nella società in cui si trovano, i fatti e non le chiacchiere della Commedia dell' Arte Politica Italiana.

- la tradizione italiana "adattati a tutto, anche al peggio; non cercare di aggiustare nel sociale quello che non funziona, chissenefr.." ha fatto si che si siano accumulati nei decenni quintali di problemi;

- a causa del punto precedente, ma anche perché gli interessi nazionali non esistono più (degrado aiutando), sostituiti dagli interessi di bottega o di clans, si é persa l' abitudine, da decenni, di riflessioni lucide, obiettive, per cercare le soluzioni a problemi sociali. Si preferiscono piuttosto le lotte tra Guelfi (destra) e Ghibellini (sinistra). Più interessanti.......

- si vorrebbe che fosse creata occupazione, giusto. Ma quale imprenditore inizierebbe un' attività in una società che non funziona ? nella società dell' incerto e del confuso, ove la verità e la certezza sono state seppellite, dopo l' aggressione subita?

Gli aggressori, mai combattuti, sono tanti, ma i più pericolosi sembrano:

a) la cappa di menzogne, false verità, improvvisazioni, irresponsabilità, incapacità, doppio o triplo linguaggio, ipocrisia, nella vita sociale;

b) lo sparito interesse per l' impegno ed il lavoro di qualità in tanti contesti che sono stati lottizzati....

c) il seppellimento dei valori di riferimento (in altri Paesi) nella vita sociale, ben rimpiazzati dagli interessi di parte. I quali sono in genere ben conosciuti, salvo che possono cambiare ad ogni giro di vento...

Il gran numero di problemi irrisolti, e i tentativi di clans e cordate di risolverli solo con un taglio privato, ma non per tutti, ha portato allo scenario attuale: una ex-società, sostituita da clans e cordate, sotto l'imperio dei cinque dittatori; Confusione, Rassegnazione, Irresponsabilità, Lassismo e Allegra Gestione.

Cio' che non si dice, sembrerebbe: una società scassata non puo' sostenere un economia vigorosa, ma gli mette il piombo sulle ali... Inoltre: una società lottizzata ammazza l' impegno e il lavoro di qualità...
 
La somma di tanto andare, in Europa, si chiama INEFFICIENZA. In Italia, IL SISTEMA......

I GAPs della società italiana rispetto alla U.E.. Sono tanti, oggi; e sono andati aumentando negli ultimi 20 o trent’anni.  Fra gli aspetti spiacevoli della società italiana, c’é anche:

- il menefreghismo dei cittadini, abituati, nel sociale, a non approfondire, non prendere iniziative, lasciar correre;


- la diffusione dei N.C.I (nuovi comportamenti italiani) porta alla incapacità della valutazione sociali lucide. Ci si é abituati all’ immobilismo, cioé ad accettare tutto, anche il peggio.

- l’ impossibilità in tale scenario di individuare le misure correttive necessarie e urgenti, in pratica spinge il Paese a........ accettare il bloccaggio del sistema Italia, con il rischio di entrare nel III mondo, senza fare alcunché per combattere la tendenza.


Come conclusione, direi, ci sono oggi due sviluppi possibili:

  • non trattare il gigantesco problema sociale e le sopravvenute incapacità sociali. In tal caso, tempo alcuni anni, faremo parte del club "America Latina"; a causa di tanti GAPs rispetto ai Paesi competitivi e funzionanti;

  • fare una valutazione seria delle cause sociali, al di fuori del contesto politico e colla testimonianza degli espatriati.

Per definire le misure urgenti e iniziare la catarsi  e la europeizzazione della società. In cinque anni, se il processo fosse in mano a gente capace (quindi escluso i politici) e determinata, la società inizierebbe a funzionare e l' economia potrebbe ripartire.

 
Come punti di base, mi sembra che non ci sia altro, eccetto un fatto visibile; in una grande città come Roma, vedere tanta gente rassegnata, ignava, fa pensare ad una di queste due cose:

a) la gente é cresciuta come un gregge;
b) oppure alcune reti TV diffondono onde subliminali, che avrebbero lo scopo di non far pensare la gente, rendendola, appunto, simile ad un gregge. 

Io per fortuna, non guardo Mediaset, quindi conservo una certa capacità di pensare, almeno per quello che é possibile quando si é superati i ..anta.

La mia  conclusione, pesant
e, ma sicura:


  • gli Italiani non hanno la capacità di uscire dai loro guai; infatti non sanno quali ne sono le cause primarie (la loro mentalità);

  • Le nuove abitudini fan si che gli Italiani abbiano VISIONI DISTORTE SU UNA GRAN PARTE DEI PROBLEMI SOCIALI. NON HANNO la VISIONE LUCIDA....; si limitano alle verità di parte, che sono cangianti a seconda del clan...


  • tali condizioni sono perfette per un viaggio sicuro e rapido verso il terzo mondo.


  • una via di uscita esisterebbe: consultare gli emigrati in Paesi avanzati.....Essi conoscono sia le sviluppo economico, che le condizioni necessarie a permetterlo.

    antonio Greco  angrema@wanadoo.fr


    P.S. Il nuovo governo parla di “colpo di reni”, di rilancio dell’economia. Solite illusioni di un popolo che preferisce fermarsi alle apparenze, rifiutando di approfondire la realtà effettiva...

SENZA AFFRONTARE IL PROBLEMA SOCIALE, NESSUNA SPERANZA PER UN PAESE IN VIA DI SOTTOSVILUPPO ...


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Salvatore Armando Santoro - Presidente

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