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home.gif Circolo Culturale "Mario Luzi" di Boccheggiano (GR)

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Circolo Culturale "Mario Luzi"

Promotore del Bando Letterario Europeo
di Poesia e Narrativa Città di Montieri

Collaboratore con la Pro Loco di Patù (Lecce) all'organizzazione del
Bando Letterario Internazionale di Poesia e Narrativa "Veretum"

(La foto di Mario Luzi é di Caterina Trombetti)
 


ESSERE NOI STESSI

di Salvatore Armando Santoro

Non avere vergogna
di scrivere versi,
non temere i giudizi
sciocchi
degli indifferenti.
Sii te stesso!
Fai parlare il tuo cuore
e semina le tue emozioni
nei campi del mondo!
Troverai sempre
un’anima pura
che si disseterà
alla tua fonte,
che berrà avida
i tuoi sentimenti.
Attorno a noi
non tutto è aridità!

 

Fiind noi înșine

(Tradus Nicola Popescu)

Sa fim noi insine

sa nu-ti fie rusine

sa scri versuri,

sa nu te temi de judecata

celor socanti

sau indiferenti.

Sa fii tu insuti !

Fa-ti inima sa vorbeasca

si seamana emotiile tale

pe campurile lumii!

O sa gasesti mereu

un suflet curat

care sa-ti potoleasca

setea ta,

care o sa bea

lacoma sentimentele tale.

In jurul nostru

nu este totul uscat !



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Poesia "Saro" con recensione di Cinzia Baldazzi, giornalista Rai1 - da Salvatore Armando Santoro

SARO (Rosario)

di Salvatore Armando Santoro

 

Dove sei, Saro, dimmi dove sei?


Dove sono i nostri anni, Saro, dove sono?

Dove sono i nostri passatempi?

Dove le nostre risate prorompenti?


Notti d’agosto povere di luna

nei vicoli privi di lampioni,

tra quelle case vecchie e decadenti,

seduti su gradini traballanti

a raccontare storie inesistenti,

a guardar le stelle sul cielo luccicanti.


“Guarda, guarda, che lunga scia”,

“è una stella morta da tanti anni”,

“e la vediamo adesso, questa notte”?

“Esprimi un desiderio,

fallo ora in gran fretta,

ché la traccia si spegne e non aspetta”.


Notti di cieli tersi,

stelle cadenti,

scie declinanti,

sogni nostri oramai morenti

che nel ciel dell’infanzia si son persi.


Saro, Saro, rispondi, dove sei?

Questa notte sto pensando ai nostri morti,

e tu sei qui con me coi pantaloni corti,

col tuo sorriso franco e giovanile

senza pensieri in testa

come agnelli fuggiti dall’ovile.


Stiamo ridendo, ma siamo anche un po’ tristi

ancora insieme nel buio di Chiesa Pepe

con la campana che ora mesta tace

con le candele spente,

spente come i pensieri in testa,

che s’agitano senza trovar pace,

ma aspettano ancora il dì di festa.


Saro, sei qui con me in questa lunga notte

ti chiamo ma la voce mia non senti,

sei qui nella mia mente,

nei miei occhi lucenti,

parlo con te ma tu non dici niente.



(Donnas 21 Settembre 2015)

 

ESTRATTO DALLA RECENSIONE DI CINZIA BALDAZZI, GIORNALISTA E COLLABORATRICE DI RAI1, RIPORTATA NELL'ANTOLOGIA, AUTOGESTITA DA 11 AUTORI, “ORME POETICHE” (A cura di Pasquale Rea Martino), CHE SARA' PRESENTATA IL 15 PROSSIMO AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO, DALLA CASA EDITRICE INTERMEDIA EDIZIONI – VITERBO CHE L'HA PUBBLICATA.

 

Sulle tracce della poetica moderna - anch’essa, da parte sua, contestatrice, nelle varie correnti, di ogni presunta corrispondenza materialistica tra parola/ arte e parola/verità - si muove Salvatore Armando Santoro, riproponendo liberamente versi forgiati sulla “natura”, poiché li trova indissolubilmente legati al pensiero “angosciosamente preciso del tempo”, al sentimento “assoluto del perire”, come osserva Anna Dolfi riportando alcuni termini utilizzati da Giuseppe Ungaretti nelle Lezioni degli anni romani (in Leopardi e il Novecento, 1973).

Dunque, ospiti dell’area semantica di Saro sono l’idea della natura-paesaggio, di antico, di tempo, di durata, di memoria, del temuto oblio: “Saro, dimmi dove sei? /Dove sono i nostri anni, Saro, dove sono? / Dove sono i nostri passatempi? / Dove le nostre risate prorompenti?”. Quante volte, del resto, sarà accaduto, a tanti tra noi, di riflettere sul passato come potesse essere ancora presente, non tanto perché indotti dalla necessità di recuperarne o esplicitarne ex-novo “formule simboliche“ in grado di incanalarne le passioni umane: piuttosto, per sperimentarne, nella misura del “vissuto“ seguente - tra “stelle cadenti, / scie declinanti, / sogni nostri oramai morenti / che nel ciel dell'infanzia si son persi” - la forza oggettiva nella quale i “sentimenti“ di allora si rivelano adeguati a un’umanità vera e non strumentalmente trasformata in qualcosa di “diverso”.

 

Emerge pertanto, tra le righe di Santoro, un intero contesto esistenziale forte di una emozione adulta, sperimentato di nuovo: dapprima cercato in sé (“Dove sono i nostri anni Saro, dove sono?”), poi, come qualcosa di trascorso, attraversato dalla capacità del pensiero e dall’incanto della parola poetica, solidali ma differenziati; soprattutto, non dispersi nella loro confusione.

 

Saro, sei qui con me in questa lunga notte”, leggiamo, “ti chiamo ma la voce mia non senti”. Ma subito dopo: “sei qui nella mia mente, / nei miei occhi lucenti, / parlo con te ma tu non dici niente”. Saro “non parla” in quanto le differenti conferme, raffigurazioni concrete da lui inaugurate, non superano la linea di demarcazione tracciata tra sentimenti genuini e convenzionalità. Ma la costruzione dello stile, altissima e sapientemente ritmata secondo strutture affermate nella tradizione, fanno sì che ancora una volta Santoro riproponga proprio Ungaretti come riferimento ideale post-romantico, con una ri-costruzione sul passato nuova e originale, non annullandolo, ma su quelle vestigia capace di evocare una costruzione ideologia e poetica adeguata ai tempi; ciò nonostante, consapevole della profondità storica che lo ha preceduto. Insomma, uniamo le nostre domande a quelle dei versi: Saro, dove sei andato? Quando si è rivelata la tristezza? (“Questa notte sto pensando ai nostri morti, / e tu sei qui con me coi pantaloni corti”). Dove ti nascondi? Prima, è vero, il campo era libero, il cielo aperto, libera l’unione: “col tuo sorriso franco e giovanile / senza pensieri in testa / come agnelli fuggiti dall'ovile”, non si pensava alle leggi dell’uomo ma alle “risate prorompenti”, ai “nostri passatempi”. La voce per gridare, per cantare, quasi accompagnati da una musica riservata, ma graziosa, adorabile, tutta nostra, tipica dei sogni: durante le “notti d'agosto povere di luna / nei vicoli privi di lampioni / tra quelle case vecchie e decadenti / seduti su gradini traballanti”. Un contesto simile è come velato: il nostro poeta condivide, del resto, l’opinione già maturata da Leopardi - e da Friedrich Hegel, filosofo del quale il grande recanatese ignorava il meccanismo logico della dialettica della contraddizione - secondo la quale “più de’ carmi, il computar si ascolta” (Ad Angelo Mai).

 

Tuttavia, mi chiedo, ritrovarsi lì, nell’oscurità di quella chiesetta, a fare cosa, di così magico, che a leggerne il ricordo tra queste righe si prova un’emozione sconosciuta, di rimpianto inquietante? A favoleggiare, a narrare eventi e personaggi, si passava il tempo, a “raccontare storie inesistenti, / a guardar le stelle sul cielo luccicanti”. Siamo così giunti al cuore della modernità, anzi della contemporaneità, là dove entrerebbe in crisi il “mandato sociale” dell’artista: l’universo poetico è il primo delle forme espressive a farne le spese, perché meno delle altre consono a compromessi di mercato e alla spettacolarizzazione. Forse inquadrava bene il problema il filosofo russo Michail Lifsič, negli anni Trenta noto tra i personaggi vicini al realismo socialista, ma che il giudizio dei posteri, grazie al suo insegnamento profondo e originale, ha trascinato oltre. Le “favole” o “storie inesistenti” - non realistiche per pretesa, né per confronto - non sono false, poiché “se le rappresentazioni di cui è vivo il nostro pensiero” - e nella conclusione della poesia, lo ripeto, è scritto “sei qui con me”, “nella mia mente” - “e la nostra lingua di per sé sono false, in questa falsità vi è la carne e il sangue della vita reale” (Mito e Poesia,1978).

 

Dunque, se ancora non si conosce l’energia distruttiva che può frantumare il bene di “una stella morta da tanti anni”, in dubbi che non sono telescopici (“Guarda, guarda, che lunga scia”, “e la vediamo adesso, questa notte?”), ma aggressivi, tali da spezzare l’anima, invece una collera contro i pensieri liberi, contro i sogni, sarà poi - purtroppo - in grado di spazzare via le foglie degli alberi forti, da abbracciare prima che diventino matite spuntate non più capaci di trascrivere i nostri desideri. Forse però tutto ciò era già chiaro, perché Saro accettava l’invito senza ribellarsi: “Esprimi un desiderio, / fallo ora in gran fretta, / ché la traccia si spegne e non aspetta”.

Quelle presenze umane, così necessarie, si ritrovano nei pensieri dell’anziano Ungaretti, nel suo Ultimi cori per la terra promessa (1952-1960): “È senza fiato, sera, irrespirabile, / Se voi, miei morti, e i pochi vivi che amo, / non mi venite in mente / Bene a portarmi quando / Per solitudine, capisco, a sera”. Nelle strofe di Santoro, non si vedeva nessuno intorno a spaventare. Nelle cascine lontane non si udiva alcun rumore di porte mentre, ancora ridenti, insieme ai protagonisti, siamo diventati con loro un po’ malinconici: ”Ancora insieme nel buio di Chiesa Pepe / con la campana che ora mesta tace / con le candele spente / spente come i pensieri in testa, / che s'agitano senza trovar pace”.

In un paesaggio marino, forse di giovani pescatori, ancora negli Ultimi cori Ungaretti raccontava di coloro che si inoltravano nelle vestigia di qualche edificio: “Calava a Siracusa senza luna / La notte e l'acqua plumbea / E ferma nel suo fosso riappariva, / Soli andavamo dentro la rovina, / Un cordaro si mosse dal remoto”.

Ma per fortuna, dopo tutto, mi sento di confidare a Saro che non si è spento alcun pensiero, anche se qualcuno ha lasciato consumare le candele e fatto tacere il minuscolo campanile: le immagini delle loro menti, le loro “combinazioni”, vanno avanti rifiutando le censure di massa, si agitano nel contesto senza lasciare lo spazio conquistato.

E, di fatto, Saro si trova lì, accanto a tanti altri, mentre, in un’atmosfera più che leopardiana, “aspettano ancora il dì di festa”.

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9 Aprile 2016 - Auditorium Liceo Aritisico Galatina - De coelesti hierarchia - da Salvatore Armando Santoro


Lucania: Fame di sud - I luoghi dell'anima - da Salvatore Armando Santoro

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2° Bando Letterario Internazionale 2016 di Poesia, Narrativa e Saggistica “Veretum” - da Francesco Galgani

PRESENTAZIONE DOMANDE PROROGATE AL 15 MARZO 2016

 

La Pro Loco di Patù (Lecce) , in collaborazione con il Circolo Culturale Mario Luzi di Boccheggiano (GR) e con il patrocinio della Regione Puglia, della Provincia di Lecce, del Comune di Patù (Lecce) e di Montieri (Grosseto) organizza il

 

2° Bando Letterario Internazionale 2016

di Poesia, Narrativa e Saggistica “Veretum”

 

PDF DEL REGOLAMENTO CON ALLEGATA LA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE:
http://www.circoloculturaleluzi.net/file/BANDO-VERETUM-2016-Regolamento.pdf

PDF DELLA SOLA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE:
http://www.circoloculturaleluzi.net/file/DOMANDA-VERETUM-2016.pdf
 

Il Bando si articola su tre sezioni (per opere edite ed inedite a tema libero):

A1 - Poesia (con traduzione in lingua italiana per i testi provenienti dall'estero).

A2 - Poesia in vernacolo (con traduzione allegata in lingua italiana)

A3 - Poesia Haiku

B - Narrativa breve (con traduzione in lingua italiana per i partecipanti esteri).

C - Saggio sulla figura socio-politica di Liborio Romano.

 

SCADENZA PRESENTAZIONE ELABORATI: PROROGATA AL 15 MARZO 2016 Premiazione Palazzo Liborio Romano di Patù (Lecce)

(La data della premiazione sarà comunicata dopo la chiusura del Bando)

 

ELENCO PREMI

 

  • Al 1° classificato della Sezione “A1” - Poesia - Cena e targa

  • Al 1° Classificato della Sezione A2 - Poesia Vernacolo - Cena e targa

  • Al 1° Classificato della Sezione A3 - Poesia Haiku - Cena e targa

  • Al 1° Classificato della sezione B - Racconti - Cena e targa

  • Al 1° Classificato della sezione - Saggistica - Cena e targa

  • Targhe, Diplomi o medaglie per il 2°, 3°, 4° e 5° classificato di ogni sezione e per altri concorrenti meritevoli di segnalazione

  • Targa del Circolo Culturale “Mario Luzi” alla migliore opera che tratterà un tema storico dell'antica “Veretum” o un argomento a carattere socio-culturale della “Veretum” moderna.

    (SE SI SUPERERANNO I 100 CONCORRENTI SARÀ GARANTITO IL PERNOTTAMENTO AI PRIMI CLASSIFICATI SE RESIDENTE OLTRE I 200 KM DA PATÙ O CON PROBLEMI DI RIENTRO).

 

 

GLI ELABORATI (3 poesie massimo 30 versi, racconti massimo 2 pagine e Saggio massimo 3 pagine, con carattere Arial, dimensione 12 e spaziatura 1,5) DOVRANNO ESSERE INVIATI TRAMITE POSTA ELETTRONICA, ai seguenti due indirizzi email, ENTRO IL 29 Febbraio 2016:

 

 

Per eventuali informazioni telefonare dopo le ore 14 ai numeri 347.7940561 (Milo Michele, Presidente Pro Loco Patù) oppure al

366.4748941 (Salvatore Armando Santoro, Presidente Circolo Mario Luzi)

Se consegnate a mano dovranno essere accompagnate da un supporto magnetico (CD o DVD) in cui riportare le opere cartacee.

 

Alla email occorrerà allegare:

  1. copia della domanda di partecipazione (in calce al presente regolamento);

  2. una breve biografia del concorrente ed eventuale foto (facoltativi);

  3. dichiarazione di aver versato un contributo per spese di segreteria di euro 15,00 per la Sezione Poesia (con l'invio fino a tre poesie di massimo 30 versi caduna e di max 6 Poesie Haiku), e di euro 20,00 per la Sezione Narrativa breve e Saggistica (con l'invio di un racconto o un saggio di massimo due cartelle a spazio 1,5 e carattere 12) da versare tramite accredito bancario sul conto della Pro Loco di Patù codice Iban: IT 41 S 0326879550024895391610 Banca Sella - Ag. di Castrignano del Capo (LE).

    • Per eventuali versamenti tramite Postepay sarà fornito individualmente il numero del conto anche se si preferisce l'accredito sul conto bancario.

    • PER GLI STUDENTI DELLE SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE, E' PREVISTA LA GRADUATORIA SEPARATA E LA PARTECIPAZIONE E' GRATUITA.

    • PER QUELLI DI SCUOLA SUPERIORE E' DI 5,00 EURO.

 

I TESTI DOVRANNO ESSERE IN FORMATO WORD OPPURE OPENOFFICE (Assolutamente non PDF o altri formati non modificabili, pena l'esclusione).

 

Il Presidente della Giuria provvederà a consegnare ai Giurati dei testi numerati per garantirne l'anonimato. I testi dovranno contenere in calce le generalità, la email, un recapito telefonico e l'indirizzo del concorrente.

 

La premiazione si effettuerà presso la sala della manifestazioni di Palazzo Liborio Romano di Patù (Lecce)

(La data è ancora da stabilire e sarà aperta alla partecipazione di tutti i concorrenti)

 

 

La Giuria sarà presieduta dal Dott. Salvatore Armando Santoro, poeta, ex-giornalista, recensionista, critico e saggista, nonché Presidente del Circolo Culturale Mario Luzi di Boccheggiano-Montieri (GR), e sarà composta da

poeti e docenti in materie letterarie, esperti in analisi dei testi, giornalisti RAI e di quotidiani, storici e giuristi, appartenenti anche al mondo della cultura leccese.

(Il giudizio della Giuria sarà insindacabile e non potrà essere contestato).

 

I MIGLIORI LAVORI, OLTRE QUELLI DEI FINALISTI, PUR RESTANDO DI PROPRIETÀ DEI SINGOLI AUTORI, POTRANNO ESSERE PUBBLICATI IN UNA ANTOLOGIA DEL PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE VERETUM ED I CONCORRENTI, CON LA PARTECIPAZIONE AL BANDO, NE AUTORIZZANO LA PUBBLICAZIONE.

 

 

ANNOTAZIONI IMPORTANTI

 

  • La Presidenza del Premio si riserva il diritto di apportare modifiche solo formali al presente Bando in caso se ne presentasse la necessità.

  • I concorrenti dovranno dichiarare nella domanda di partecipazione che tutti gli elaborati inviati sono di loro produzione, e dovranno esonerare l'Organizzazione del Premio da ogni responsabilità in presenza di plagi. I racconti e le poesie che non rispetteranno le indicazioni di stampa sopra indicate saranno esclusi dal premio (o subiranno una penalizzazione in casi meno gravi). La quota di lettura, comunque, non sarà restituita.

  • Non sono previsti rimborsi di alcun genere oltre quelli indicati nel bando ed i finalisti dovranno provvedere direttamente a raggiungere la località di premiazione con i propri mezzi. La Presidenza della Pro Loco valuterà, in relazione al numero dei concorrenti ed alle risorse, la messa a disposizione di un mezzo di trasporto per raccogliere e riportare i finalisti presso la stazione ferroviaria più vicina.

  • Gli autori premiati saranno preventivamente avvisati e potranno ritirare personalmente o tramite delega i premi assegnati. A richiesta, ed a spese dei destinatari, potranno essere spediti solo i diplomi o le targhe messi a disposizione dall'Organizzazione del Bando per i finalisti, previo versamento della somma di euro 15,00 per spese postali e di segreteria.

  • I premi non ritirati saranno trattenuti dalla Organizzazione del premio e riutilizzati, se possibile, in successive edizioni del Bando.

 

L'elenco dei finalisti sarà pubblicato sul portale della Pro Loco www.prolocopatu.it, sul portale del Circolo Luzi www.circoloculturaleluzi.net, sul portale di poesia www.poetare.it ed in altri portali di poesia che collaborano con il Circolo.

Copia del verbale della giuria sarà inviato anche all'Annuario dei Vincitori dei Premi Letterari per la pubblicazione in internet al seguente indirizzo: www.literary.it/premi dove rimarrà esposto in permanenza.

Il Bando, inoltre, sarà diffuso nelle biblioteche e sulle principali testate giornalistiche ed emittenti televisive locali.

 

Si ribadisce che, partecipando al presente bando, tutti i concorrenti concedono il nulla osta per il libero utilizzo dei loro elaborati da parte della Pro Loco e del Circolo Culturale Mario Luzi che si riservano la possibilità di pubblicare una raccolta antologica delle opere premiate, o di quelle più meritevoli, senza che alcun compenso o diritto di autore possa essere preteso. Resta inteso che le singole opere rimarranno sempre di proprietà degli autori.

 

TUTELA DEI DATI PERSONALI

In relazione a quanto sancito dalla legge 31.12.96, n. 675, e successive modifiche, "Tutela delle persone rispetto al trattamento dei dati personali", la segreteria organizzativa dichiara che:

 

· ai sensi dell'art. 10, "Informazioni rese al momento della raccolta dei dati": il trattamento dei dati dei partecipanti al concorso è finalizzato unicamente alla gestione del premio, all'invio agli interessati dei bandi degli anni successivi o di quelli di altri Circoli Letterari, che intrattengono rapporti di collaborazione con La Pro Loco di Patù e con il Circolo Culturale “Mario Luzi” di Boccheggiano-Montieri;

 

    - ai sensi dell'art. 11 "Consenso": con l'invio degli elaborati con i quali si partecipa al concorso, l'interessato acconsente al trattamento dei dati personali;

- ai sensi dell'art.13, “Diritti dell'interessato": il concorrente può richiedere la cancellazione, la rettifica o l'aggiornamento dei propri dati rivolgendosi agli organizzatori del Premio.

 

 

PER OGNI ULTERIORE INFORMAZIONE TELEFONARE DOPO LE ORE 14

ai seguenti numeri 347.7940561 (Milo Michele, Presidente Pro Loco) oppure

366. 4748941 (Salvatore Armando Santoro, Presidente Circolo Mario Luzi)

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Tullio De Mauro: le competenze linguistiche degli italiani (video) - da Francesco Galgani

Nel breve video in calce (di cui è disponibile la trascrizione integrale), Tullio De Mauro, celebre linguista italiano, si basa su ricerche internazionali per dimostrare la grave carenza di qualità nella formazione erogata dalla scuola e dall'università italiana. Egli evidenzia anche le conseguenze economiche negative della generalizzata incompetenza linguistica, auspicando un serio impegno della classe dirigente a ripensare in modo radicale il funzionamento di certi segmenti della scuola e dell’università. L'Italia ha un serio problema culturale.

Si veda anche il mio precedente articolo "Pedagogia nell'era digitale - I perché del bisogno d'un cambiamento radicale e profondo della scuola", nel quale avevo citato gli stessi dati presi in esame da De Mauro.

Francesco Galgani,
componente del Diretto del Circolo,
9 febbraio 2015

Tullio De Mauro: italiani popolo di analfabeti funzionali

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Salvatore Armando Santoro - Presidente

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