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UN COMPLOTTO CONTRO L'ITALIA di Antonio Greco - da Salvatore Armando Santoro

IL COMPLOTTO CONTRO L’ ECONOMIA ITALIANA

Negli anni ’60 l’ economia italiana inizio’ un fiorente sviluppo, era fra le più competitive in Europa. Tanto da allarmare le maggiori economie industriali del continente.

Gli imprenditori dei Paesi a Nord della Alpi, ben organizzati e attenti alle strategie di sviluppo, misero sotto osservazione lo Stivale e le caratteristiche dell’ economia italiana. Capirono che essa aveva alcune marce in più: la creatività, l’ iniziativa, tipiche degli imprenditori italici. Per limitare la concorrenza italiana, gli imprenditori tedeschi, francesi, nordici, sembra anche belgi, iniziarono una riflessione strategica. Conclusero che le capacità di assorbimento del mercato europeo erano limitate, che le capacità creative degli Italiani avrebbero, nei decenni successivi, tarpato le ali allo sviluppo delle economie europee. Decisero quindi di partire, con una buona strategia, all’ attacco dell’ economia italiana. Fu decisa la missione “Tagliare la gambe”, iniziata in gran segreto.

Il Complotto

Furono create squadre di sobillatori ed un  programma serio e lungimirante.  L’ obiettivo era chiaro: diminuire la competitività italiana. Fu strutturata un ‘organizzazione adeguata per lavorare nell’ ombra. Furono arruolati guastatori capaci di rompere, creare una quinta colonna, sovvertire il tessuto sociale. Finanziamenti furono stanziati per una lunga missione, mirata alle fondamenta dell’ economia italiana. Furono stabiliti contatti adeguati in Italia.

La missione ando’ avanti pressapoco cosi. Furono contattati quadri italiani di basso e medio livello, nei contesti chiave dell’ economia (sindacati, imprenditori, ministeri economici). Con argomentazioni fasulle e metodi convincenti, si stabili’ la diffusione continuata in Italia, per un paio di decenni, delle seguenti idee chiave:

1 la responsabilità dei funzionari pubblici, dei politici, degli operatori dell’ economia e del sociale é un concetto superato, che crea ansie e conflitti;
2 il merito, fino ad allora usato per la selezione del personale, rischia di rovinare il lavoro di gruppo;
3 il ritmo di lavoro intenso e continuo, la determinazione, sono ostacoli al miglioramento della razza;
4 la puntualità,  il rigore, la precisione, sono qualità da ragionieri o da topi di laboratorio, e sono in contrasto colla mentalità commerciale;
5 l’ organizzazione é uno strumento in mano ai capi per fiaccare la pazienza dei lavoratori e spadroneggiarli. Inoltre essa uccide la fantasia.
6 il mondo moderno é in evoluzione e richiede l’ uso di qualità nuove, come la furberia, il doppio gioco, il doppio linguaggio, i piedi in due staffe;
7 la dedizione e lo spirito di sacrificio sono contrari alla mentalità corporativa, la quale rischia di essere schiacciata.

Tutte queste idee furono ben cucinate e diffuse fra quei quadri dell’ economia che brillavano per superficialità, poco interesse per il lavoro serio e coerente.  La facilità all’uso di adeguati compensi aiuto’ a formare una quinta colonna di guastatori italiani. Come previsto, la flessibiltà sempre presente, la superficialità frequente e il diffuso disinteresse per il bene del Paese, facilitarono il lavoro. L’ opera di disfattismo inizio’ a diffondersi, con l’ aiuto della demagogia diffusa da loschi politici ben pagati, interessati ai propri affari , più che ai meccanismi dello stato, sentito come lontano e pretenzioso.  

 I guastatori stranieri erano ben nascosti in piccoli uffici qualunque, lontani dai grandi palazzi dell’ economia. I guastatori italiani da loro assoldati assoldati lavoravano abbastanza bene, ma andavano molto sorvegliati e organizzati a causa della loro poca affidabilità.

I risultati del complotto, andato avanti per parecchi lustri, sono sotto gli occhi di tutti. Il tessuto sociale italiano é ormai notevolmente deviato, lontano dalle società europee avanzate. Oggi ci sono in  Europa due tipi di comportamenti. I comportamenti europei sono diffusi in quasi tutta la U.E., ma non in Italia, ove sono spariti. Essi sono riassunti in Allegato 1.

I comportamenti che la società italiana ha attivato, sono fondati sulle seguenti nuove sensibilità:
- le regole non contano, i padrini si;
- il posto di lavoro deve essere garantito e non soggetto allo stress o ad alee come il merito;
- la confusione e il caos sono valori di tutto rispetto, in quanto permettono ad ognuno di fare le correzioni necessarie ai propri interessi.

Queste nuove sensibilità, diffuse senza molte difficoltà dalla missione “Tagliare le gambe”, hanno portato a fine secolo il tessuto sociale italiano allo scenario seguente:

1 riusciamo a fare male (o diciamo di voler fare, ma poi ...), noi i più creativi europei, cose che gli altri Paesi della U.E. sanno fare bene;
2 ci muoviamo, in alcune città e regioni o settori, in un pantano di imprevisti o scenari grigi;
3 qualche imprenditore considera l’interesse di trasferire la propria attività al di fuori delle nostre frontiere;
4 a fronte di numerosi problemi sociali, ben conosciuti da tempo, non si propongono soluzioni. Anzi, meglio non parlare dei vecchi problemi, tanto siamo rassegnati  !
5 la conquista dei palazzi del potere da parte di politicanti, avvezzi a negoziare, impadronirsi, negoziare, scambiare, condizionare;
6 la diffusione di abitudini paternalistiche, una volta confinate nel mezzogiorno, nei palazzi del potere;
7      col tempo si diffonde nel milieu politico, poi in quello pubblico, l’idea che la carica pubblica o l’elezione non comporta necessariamente un impegno né grandi obblighi inerenti al proprio ruolo.

 Fra i Paesi della U.E., l’Italia si distingue oggi  per alcuni fattori particolari del suo quadro sociale, che hanno un impatto negativo sulla competitività.  Eccoli:

- l’assenza di volontà e capacità organizzative, la diffusione dell’improvvisazione  (causa ed effetto della confusione in aumento), in un mercato sempre più complesso,  creano difficoltà agli imprenditori.
- la difficoltà frequente di realizzare i programmi pubblici che sono stati decisi (anche per la rarità di metodi di lavoro efficienti) rende incerto il quadro economico e  quello pubblico. Si vive nel nuovo secolo sempre di più alla giornata, i programmi  pubblici divengono solo indicativi. Le promesse non si possono mantenere. Gli obbiettivi dichiarati si dimenticano.
- diviene troppo raro il valore “responsabilità del proprio operato”. Si diffonde a macchia d’olio il vecchio (ma una volta nascosto) uso di selezionare la classe dirigente per allacci personali. Il merito e l’esperienza, formalmente in auge, divengono in pratica valori dimenticati. L’unica cosa che conta ormai a inizio secolo: conoscere un VIP potente.
             - mentre qualche Paese africano ed asiatico inizia a combattere la corruzione, in Italia nessuno ne parla, considerandola una normalità.
La confusione politica non é la sola  causa dei problemi nazionali. Ma la più chiara espressione di una deriva di società. Qualcosa di simile fu scritto da TIME alla scoperta di tangentopoli.

I Risultati

Dopo alcuni decenni di diffusione dei nuovi metodi di gestione del potere, si puo’ osservare  frequentemente (é la specificità italiana nella U.E.):

8  servizi e opere pubbliche sono troppo spesso gestiti senza impegno né motivazione, visto che la carriera dipende sempre più dagli allacci personali;
9 la crescente distanza fra gli obiettivi politici dichiarati prima delle elezioni e i progressi realmente realizzati.

Nei servizi resi al cittadino la qualità si degrada. Poco male, l’Italiano é flessibile, si abitua a tutto, anche al peggio.  La sempre più larga diffusione di metodi approssimativi e fumosi fa apparire (alle persone attente, ma esse non sono molte) nel  grigiore sociale incoerenze,  promesse dimenticate,  obiettivi mancati.

Decenni di espansione di inefficienze e fallimenti, accettati, hanno fatto si che nessuno se ne lamenta più. Rassegnazione balcanica. La diffusione della incertezza e inaffidabilità nel tessuto sociale degrada molti settori e appesantisce molte attività economiche. Le quali cominciano a  divenire meno competitive, senza che ci sia una gran colpa degli imprenditori.

Le diminuite qualità, affidabilità di merci e servizi sono state in molti settori accompagante da un altro tipo di degrado: l’insufficienza di organizzazione, sicurezza, rigore, serietà poteva talvolta essere accettata senza contraccolpi dalla società quando esistevano frontiere e dogane (prima degli anni ’90). Coll’istituzione del mercato europeo la competitività, che é  divenuta un must, perde colpi in alcuni settori, soffre delle inefficienze e insufficienze. Maggiori le difficoltà di alcuni imprenditori di affrontare il mercato globale, essendo ormai troppo intralciati da un  sistema sociale fuori dei tempi. Ove invece i loro competitori al di là delle frontiere basano la loro competitività anche su serietà, rigore e capacità organizzative di alto livello.

L’inchiesta effettuata

Sulla missione”Tagliare le gambe” ho potuto indagare, nonostante la riservatezza delle materia. Durante i miei continui viaggi in Europa per la mia attività (legata alla gestione di satelliti) ho dialogato con molti europei. Avendo intuito che c’ era qualcosa di losco, ho cercato informazioni  su possibili complotti contro l' Italia.

Con un po' di pazienza, ne ho parlato con  parecchi europei.  Facendo qualche buona bevuta. Per me buoni vini, per loro hard drinks. I popoli nordici sono generalmente abbottonati. Ma whisky, rum e gin sciolgono molte lingue legate.  

Ho poi scoperto che la missione "Tagliare le gambe" era in realtà frutto di sogni, durante i miei viaggi di lavoro in Europa.  Ho avuto percio' dei dubbi sulla realtà dell' inchiesta fatta. Ma i dubbi sono stati poi fugati dall’ evidenza del disastro sociale odierno, che conferma quindi che un qualche complotto, conscio o inconscio, deve proprio esserci stato.
 

Antonio Greco   ANGREMA@wanadoo.fr

Allegato:

                             

                       COMPORTAMENTI DIFFUSI NEGLI ALTRI PAESI DELL’U.E


                                         ( LE SOCIETA DELLA FIDUCIA )




Nell’Unione Europea sono diffusissimi, e giudicati normali, i seguenti comportamenti (1):

-   estrema chiarezza nell’espressione scritta ed orale
-   estrema chiarezza dei proprii diritti in ambito sociale, i quali sono normalmente      
    realizzati,  in pratica, dall’apparato statale, nei riguardi di tutti
-   forte determinazione, individuale e collettiva, nel portare a termine le azioni di cui si é    
    responsabile
-   onestà estrema, nei principi e nell’applicazione pratica, nei rapporti con la società
-   imperativo di non profittare della propria carica/ruolo sociale nel proprio interesse           
    personale
-   esigenza, da parte di ogni cittadino, che i servizi resi dallo stato siano di ottimo livello, o     
    almeno soddisfacenti
-   la  responsabilità legata alle proprie funzioni comporta:
      - l’obbligo di esercitarle con impegno ed onestà
      - la necessità di rendere conto sia di errori che di omissioni e la consapevolezza che gli  errori possono essere puniti o determinare una marginalizzazione dell’interessato
-   onestà e correttezza nel rapportare in pubblico o in privato fatti in cui si é coinvolti
-   rispetto dei diritti altrui e consapevolezza dei limiti dei proprii diritti (generalmente ben    
    conosciuti, senza l’aiuto di « esperti »).


Un tratto molto comune nel tessuto sociale dei Paesi dell’U.E. é la selezione per merito, e non per allacci personali, in tutti gli ambiti sociali, incluso il pubblico. La qual cosa determina l’interesse ad essere corretti ed efficienti, per migliorare il proprio ruolo/introiti da lavoro.

                                                                                                          A. Greco
______________________________________________
(1) Queste osservazioni riguardano  tutti  gli altri Paesi della ex U.E. (dei quindici), eccetto la Grecia e la Spagna, che  non conosco abbastanza


Nasce a Lanusei L'Associazione "Arte & Letteratura" - da Salvatore Armando Santoro

NUOVA ASSOCIAZIONE DI ARTE E LETTERATURA IN SARDEGNA


Presidente la pluripremiata scrittrice sarda Giovanna Mulas.
A Lanusei è stata istituita l'Associazione Culturale "Arte & Letteratura", senza scopo di lucro, mirata allo sviluppo della cultura in ogni sua espressione più pura, all'arte nella letteratura, la danza, la musica.

A presidente dell'Associazione é stata nominata la pluripremiata scrittice sarda, Giovanna Mulas.

L'Associazione darà sostegno, tramite l'arte vista e interpretata come vita, a quella fascia di popolazione più disagiata e debole.

Verranno intraprese dall' Associazione Culturale numerose iniziative, nazionali ed internazionali, atte a sviluppare, evidenziare i talenti creativi locali e non, a far conoscere ed apprezzare tradizioni, idiomi diversi.

Fanno parte della neo nata Associazione anche il poeta Gabriel Impaglione, la ballerina e coreografa Maria Franca Pani, il chitarrista e cantautore Natale Murru.



 


LIBERO DECALOGO di Francesco Galgani - da Salvatore Armando Santoro

LIBERO DECALOGO

 

1. Non giudicare.

2. Dimentica ogni morale che ti è stata insegnata.

3. Osserva i comportamenti e cerca di comprenderli.

4. Lascia che la vita ti istruisca.

5. Ricorda sempre che nessuno può giudicare la ragionevolezza dei propri pensieri.

6. Sorridi e gioisci di cose semplici.

7. Condividi i punti di vista, ma non cercare di imporne alcuno.

8. Ama chi è con te.

9. Ama quel che sei.

10. Ama quel che fai.


Queste poche indicazioni, semplici ma non banali, costituiscono un compendio di quanto io, compiuto il mio venticinquesimo anno, ho imparato vivendo e osservando.
Il "Libero decalogo" è appunto "libero", sia perché ispirato ad un principio di libertà nell'impostazione di vita e nei rapporti interpersonali, sia perché del decalogo può essere fatto liberamente qualunque uso, interpretazione, modifica, adattamento.

Non giudicare. Le persone giudicano, condannano, assolvono, sparano sentenze per se stesse o per gli altri. Non c'è peggior giudizio di quello pensato senza conoscenza e non c'è conoscenza che possa essere completa.

Dimentica ogni morale che ti è stata insegnata. Non è un invito alla dissolutezza, ma alla riflessione e al rispetto. La morale, sempre pronta ad essere innestata in ogni aspetto personale e collettivo, per imporre le sue leggi e suoi schemi, il suo giudizio del bene e del male, non può che ostacolare la comprensione che l'essere umano può avere di se stesso, degli altri, delle relazioni.

Osserva i comportamenti e cerca di comprenderli. I primi due punti sono propedeutici al terzo. Tentare di comprendere quanto sta oltre il proprio microcosmo significa anche evolversi e vincere l'autoreferenzialità tipica del nostro tempo.

Lascia che la vita ti istruisca. Molti si sforzano di convincere se stessi che la loro rappresentazione del mondo e della vita sia corretta e giusta, ma ciò non cambierà la natura delle cose, che mai si è lasciata influenzare o cambiare dalle opinioni.


Ricorda sempre che nessuno può giudicare la ragionevolezza dei propri pensieri. Ciò equivale ad accettare con umiltà quei limiti insormontabili di se stessi e di tutti gli esseri umani.

Sorridi e gioisci di cose semplici. Questo atteggiamento, oltre ad aiutare a vivere, è anche sintomo di intelligenza.

Condividi i punti di vista, ma non cercare di imporne alcuno. Molti errori e incomprensioni nascono da una presunzione di superiorità in cui è facile cadere.

Ama chi è con te. Ama quel che sei. Ama quel che fai.

Non ho bisogno di aggiungere altre parole.

Francesco Galgani
www.galgani.it


IL MALE OSCURO di Greco Antonio - da Salvatore Armando Santoro

IL MALE OSCURO
(Il buio dentro di noi)

Di Greco Antonio


A inizio secolo, uno Stivale ingessato, incerto, confuso, arretrato, scasciato, demotivato, imbrogliato, annebbiato, sdrucito, sdrenato, inceppato, sfessato ............................ svogliatamente, decide di fare, forse, qualche riforma.

Si spera che le riforme non siano ad personam, che siano efficaci, e fatte con realismo e serietà.  

L’ Italiano tipo di inizio secolo, un po’grigio, un po’ addormentato, talora sfinito, sgovernato, rassegnato, malandato, non ha ancora capito l’ essenziale: che il Male Oscuro sopravvenuto ha cancellato la riflessione lucida, messo in dubbio le capacità di gestione rigorosa, addormentato la determinazione, sfiaccato le strutture dello stato, deviato le formae mentis...........

Mala Tempora currunt.  La speranza, che in genere é l’ultima a morire, é ormai sotterrata.......... vista l’ insipienza, la leggerezza, le difficoltà degli Italiani del XXI secolo, di .......... guardare in faccia la realtà.

Realtà, che é piuttosto grigia. Si spera che non diventi nera.  Realtà che si potrebbe meglio capire, con molti sforzi, senza i soliti paraocchi, con un po’ di buon senso, con un po’ di chiarezza mentale, ma soprattutto guardando all’ Europa.

Una società ove son troppo frequenti: ruote inceppate, pantani diffusi, meccanismi obsoleti.

Ma quali sono le caratteristiche sociali del sistema Italia, all’inizio del secolo XXI ? Dal di fuori si vede una società ove:
a) l’ ipocrisia é stata elevata al rango di qualità diffusa; b) il doppio linguaggio, la tripla verità, son divenuti condizione di vita; c) l’ irresponsabilità, l’ approssimazione, la complicità sono divenute aria che si respira. Una società simile (l’ eccezione in U.E.) ha celebrato i funerali della Verità (quella che ha due catteristiche: l’ unicità, la chiarezza).

A causa della scomparsa della Verità, nella società va scomparendo anche, in ambito sociale, il realismo. Il problema sembra legato al fatto che la cosa non è notata. Per cui, ufficialmente,  il realismo è sempre  presente……..

Quando non c’ é più realismo, che é sostituito da un po’ di faciloneria, in una società puo’ succedere che i principi enunciati, le leggi decise, gli obiettivi dichiarati, rimangano sulla carta. Per mancanza degli strumenti di applicazione degli stessi, sociali o mentali.

Ecco il nostro problema: prendiamo la decisioni sociali, come se questo bastasse. Dimenticandoci, per mancanza di realismo e di riflessione lucida, di individuare i relativi strumenti applicativi.
Guardiamo la società italiana di oggi. Qual’ é il tasso di successo di tante belle decisioni annunciate ?  A ognuno la sua risposta.

Poi il diffondersi di meccanismi arrugginiti nella società. La qual cosa ha portato un popolo facile e flessibile ad adattarsi al doppio scenario: uno stato che funziona male (sempre peggio), ma a cui si è rassegnati, ed una rete di allacci personali, informali se non nascosti, più capaci di levarti d’ impaccio.

Alcuni poteri emigrano, sempre più, dal primo al secondo scenario. Purtroppo, simultaneamente, il sistema Italia comincia ad essere incerto, poi inaffidabile, insicuro. Un sistema sociale cosi, in un Paese realista, sarebbe rimodernato, perfezionato, migliorato. Ma la stessa cosa non può avvenire in un Paese ove il realismo e la coerenza si sono nascosti, in anfratti inaccessibili.

L’ incertezza attuale del sistema Italia, gli intoppi, i grippaggi, gli imprevisti, derivano, fra l’ altro anche da questo: i poteri dei clans, delle cordate, delle gangs talvolta, non sono sempre compatibili, né fra loro né col sistema sociale del Paese. E purtroppo essi sembrano in aumento. In un Paese che perde colpi, tanti cercano un riparo, una sicurezza. E’ umano. E, a chi cerca una cordata sicura, un riparo, i poteri nascosti offrono, sornioni, un appiglio. Chiedendo in cambio un voto o un gruppo di voti, un lavoretto, un’ associazione. Conseguenze ovvie: inefficienze, aumento degli insuccessi sociali, aumento dei costi, perdita di competitività. E le tasse aumentano...., ma potrebbe essere altrimenti ?

Se il potere è in grado di deformare la verità, di offrire un’ altra versione della stessa, di nascondere i propri obiettivi (inclusa la lunga conservazione del potere), allora siamo caduti in basso: allora siamo sull’ orlo del burrone latino-americano……

Pretendere, in un quadro sociale simile, di continuare ad essere competitivi: sembra questa la sfida attuale del sistema Italia. La cosa si può valutare in due modi: da Italiani, si dice “speriamo di farcela”, è ciò che si può dire quando non c’ è realismo, quando non si discutono le correzioni necessarie (per divenire un Paese europeo, maturo, efficiente). Da europei si direbbe invece: andate a comprarvi il realismo in Europa, allora ci sarà, forse, un po’ di speranza. A fronte di una sfida simile, troppo difficile per un popolo immaturo o incapace di progettarsi un futuro, si diffondono:  insoddisfazioni, scetticismo, incertezze, sfiducia e... disoccupazione. Non é questo lo scenario che spingerà investitori e imprenditori a restare in Italia......

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La stoltezza ha piedi leggeri e non sfiora la terra, ma cammina sulla testa degli uomini, per la loro rovina. Se li prende uno a uno, quando più le piace (L’ Iliade, Omero).

“Al posto delle leggi, abolite, se dipendesse da me, ne metterei una sola”, disse Grascia. “Perché nessuno più si lamenti, basterebbe, ..... , questa sola legge: Ogni Italiano ha il diritto di andarsene” (da “Vino e Pane”, di Ignazio Silone).

Diogene, colla sua lanterna, ha girato a lungo per il Bel Paese. Sta ancora cercando la serietà, il realismo, la riflessione obiettiva. In compenso ha trovato che la superficialità, nella società, non é un demerito; ed anche che alcune verità cambiano di colore ogni giorno. Ha poi scoperto che la società italiana é più capace di distruggere che di costruire. Sembra proprio che abbia smesso di cercare....

MEMENTO. Giugno 1943, il Corriere della Sera pubblica il fondo del dirett. Mario Borsa, che parla del referendum sulla monarchia. Esso finisce con questo paragrafo. Citazione: "…. Paura di che ? Del famoso salto nel buio ? Lo credono i nostri lettori: il buio non è nella Repubblica o nella Monarchia. Il buio, purtroppo, è in noi, nella nostra ignoranza, o indifferenza, nelle nostre incertezze, nei nostri egoismi di classe o nelle nostre passioni di parte". Fine della citazione.
Mario Borsa non immaginava, pubblicando tale frase, che essa sarebbe stata molto più appropriata per la società italiana dell’ inizio del XXI secolo.  Lo ha capito ora, dall’ altro mondo.


 


FLESSIBILITA' ED EVOLUZIONE DEL BEL PAESE di Antonio Greco - da Salvatore Armando Santoro

FLESSIBILITA ED EVOLUZIONI DEL BEL PAESE

(GLI ULTIMI ANNI DEL XX SECOLO)

Nei secoli, tante invasioni. Gli Italiani furono costretti a cambiare spesso padrone, condizioni di vita, garanzie e diritti. Successe quindi che si adattarono, presero alcuni caratteri, rimasti poi nel DNA. Adattarsi al nuovo padrone, non contrastarlo, evitare conflitti. Gli Italiani di oggi, davanti agli altri Europei, mostrano poca simpatia per la fermezza e la chiarezza.

E per questo che oggi in Europa si riconosce agli Italiani una grande flessibilità. D’altronde,
se non avessimo avuto nel passato lontano spirito di adattamento e flessibiltà, avremmo dovuto avere, per esistere, forza, disciplina ed eserciti paragonabili a quelli degli invasori. Non credo ne abbiamo avuti.

La flessibilità é certo un vantaggio rispetto agli altri europei, in un mercato competitivo, che evolve rapidamente. Purtroppo la nostra grande flessibilità, unita ad una talvolta limitata coerenza, debole spina dorsale, ha avuto anche conseguenze negative. Negli ultimi quaranta anni ci siamo velocemente adattati a nuovi usi e costumi. Le evoluzioni le ho risentite pressappoco cosi.

1.    ANNI 60-70. Ancora diffusi i comportamenti abbastanza corretti nella società. La corruzione già esiste, ma non si é ancora diffusa ovunque. Essa é nascosta, ma cerca di  espandersi nelle stanze del potere. La facciata del potere é la gestione del Paese e la lotta contro il comunismo. Dietro la facciata, l’affaripolitismo (=commistione di affarismo privato e politica) si diffonde e contribuisce a sostenere partiti politici e relative correnti.

2.    ANNI 80-90. La diffusione  a macchia d’olio della corruzione e dell’omertà nelle gestioni del potere nazionale, locale e degli enti di stato continua. Alla fine del secolo non ci sono organi istituzionali indenni dall’inquinamento in espansione. Persino la giustizia é colpita. Qualcuno comincia a dubitare che essa sia super-partes.

3.   La larga e rapida diffusione, dappertutto, della corruzione, fa cambiare i comportamenti. La gestione frequentemente scorretta del potere per fini di parte é ormai ben conosciuta dal grande pubblico. I comportamenti scorretti o delittuosi non vengono più nascosti. Si confessa pubblicamente che le tangenti servono al partito o alle sue correnti. Ma l’affaripolitismo per arricchimenti personali é ancora nascosto.

4.    Vengono alla luce, sempre più numerosi, i casi di uso del potere per scopi delittuosi. Contemporaneamente, forse a causa della incapacità (o non volontà) della giustizia di perseguire i colpevoli, si diffonde il senso dell’impunità di chi sta al potere. In certi ambienti, essere cooptati dal potere politico comporta l’accettazione dell’affaripolitismo privato. Contemporaneamente diminuisce il numero di cittadini che protestano e si scandalizzano nello scoprire gli usi scorretti del potere.

5.    Appare chiaro che la % di gestori della cosa pubblica o degli enti statali che svolgono realmente il proprio ruolo diminuisce. Si diffonde l’idea che la carica pubblica o l’elezione non comporta necessariamente impegno né grandi obblighi inerenti al proprio ruolo.

6.    La dietrologia, le manovre, i colpi bassi fra clans diversi, divengono comportamenti diffusi. Per i funzionari pubblici di alto calibro gestire l’ente o il servizio di cui si é (nominalmente) responsabile diviene sempre meno importante. Conservare la propria fetta di potere, restare a galla, é la preoccupazione prevalente.

7.    Colla istituzione della Comunità Europea, le merci cominciano a passare le frontiere e nei Paesi della U.E. inizia la competizione. Produttori di beni e servizi devono fare fronte ad una competizione più accanita e difficile. In tale quadro economico divenuto complesso, i sistemi di produzione e vendita più efficienti emergono. Fra i Paesi della U.E., l’Italia si distingue per alcuni fattori particolari del suo quadro sociale, che hanno un impatto sulla competitività.

      Eccoli:
- l’assenza di volontà e capacità organizzative, la diffusione dell’improvvisazione (causa ed effetto della confusione in aumento) in un mercato sempre più complesso creano difficoltà agli imprenditori.
- la difficoltà di realizzare i programmi pubblici previsti fa cambiare il quadro economico e  quello pubblico. Si vive sempre di più alla giornata, i programmi divengono solo indicativi. Le promesse non si possono mantenere. Gli obbiettivi dichiarati si dimenticano.
- sparisce il valore «responsabilità del proprio operato». Si diffonde a macchia d’olio il vecchio (ma una volta nascosto) uso di selezionare la classe dirigente per allacci personali. Il merito e l’esperienza, formalmente in auge, divengono in pratica valori dimenticati. L’unica cosa che conta ormai: conoscere un VIP potente.

8.  In certi settori il numero di persone che si serve di un referente é troppo aumentato. Per cui l’uso di un  referente diviene una carta sempre meno sicura. Per effetto di detti cambiamenti di valori, diviene chiaro ad un numero crescente di persone che compiere bene il proprio dovere, in modo corretto, non paga più. In conclusione, l’inaffidabilità, la confusione, regnano ormai sovrane nel sistema Italia. La competitività é sparita o sta sparendo. Gli imprenditori se ne lamentano. Il sistema Italia é ormai grippato in alcuni settori. Qualche imprenditore, nel battersi contro la inefficienza, comincia a capire che spostare la propria attività al Nord o all’Est del Paese é un opzione da considerare come ancora di salvezza.

9.    La FIAT chiude il primo stabilimento. E il primo segno di una catastrofe in arrivo ? Le somiglianze del sistema Italia con i sistemi sociali del Sudamerica aumentano in certi settori. Chissà se un giorno i nostri allacci economici con i Paesi U.E. diminuiranno ? In tal caso ci resterebbe un’opzione: associarci ad un mercato comune del Sudamerica !

Conclusione. E ora di dire la verità. Se restiamo come siamo, se non realizziamo che bisogna cambiare, riconosciamo che siamo un Paese in via di sottosviluppo!

L' Emigrato    
Antonio Greco


LA DECADENZA DEL BEL PAESE

DA TANGENTOPOLI AL....... SOTTOSVILUPPO?

Comincio’ cosi, dopo la guerra.

La cintura era troppo stretta, bisognava soprattutto mangiare. E occorreva cominciare ad appagare i primi desideri. Il fascio, con le sue strutture, non dettava più legge. Tutti i cittadini si rimboccarono le maniche, e la ricostruzione ando’ avanti. Il Paese poté mangiare, commerciare, produrre e inventare nuovi bisogni. Anche guardando i boys americani. L’industria del mattone trascinò i consumi.

Intanto sulle pedane delle piazze, nuovi oratori insegnavano la democrazia. Fra loro molti meridionali, usi a gestire famiglie e affari con paternalismo, compari aiutando. La gran parte di quelli che erano arrivati alla fine della guerra e del fascismo, erano entusiasti, avevano voglia di costruire, erano in buona fede. Ma alcuni, infilatisi nei palazzi del potere parlando democrazia, iniziarono a tessere le fila degli affari  fra amici, servendosi del sottobosco culturale in agguato. Per scopi privati o di clans, iniziarono a condizionare i partiti, ognuno dei quali alzava una bandiera diversa,  ma sempre democratica. Iniziarono i traffici di influenze, i negoziati di corridoio, usarono un esercito di galoppini di collegamento fra i vari palazzi del potere, mercanteggiarono in angoli bui di stanze segrete voti  e prebende. Furono creati associazioni,  sindacati, industrie del parastato. File di aspiranti gerarchi del fascio sparirono. Come era già successo altre volte, chi ebbe più fiuto, per meglio scalare le nuove strutture, gonfiò il numero di  chi asseriva essere stato dall’altra parte.
Enormi file di «resistenti» si crearono, i quali avrebbero un giorno avuto diritto ad un occhio di riguardo, o come minimo ad una raccomandazione. Era tale il numero, che qualcuno chiese: «ma allora,  chi era fascista ?»

Presero il potere in alcuni ministeri certi politici, con nuovi comportamenti, capaci di condizionare, trafficare , intermediare poteri e percentuali, nell’interesse proprio e del proprio clan.. Chiamiamolo affari-politismo, commistione di affarismo privato, o di clans, e poteri politici. Sciascia scrisse che la mentalità mafiosa si estese dalla Sicilia verso il Nord con una velocità di 100 km/anno. I settentrionali in gran parte non si occuparono di quanto avveniva nei palazzi del potere politico. Curarono i loro commerci e potenziarono nuove attività, svilupparono l’industria privata. Inventarono un nuovo tessuto produttivo, con comportamenti circa mittle-europei.

Intanto si ristrutturarono nuovi poteri pubblici, nazionali e locali, che rilevarono le briglie che erano state dei gerarchi del fascio. Lo stato intervenne nell`economia. Nei nuovi palazzi del potere prevalevano gli uomini di legge, i quali spesso avevano una limitata conoscenza delle realtà sociali, ma una ottima conoscenza delle strutture dello stato. I nuovi politici, nel fare piccole e grandi carriere, diffondevano le loro abitudini, usavano parole democratiche nelle assemblee e stilavano spesso accordi di mutua assistenza. Sulla base di scelte politiche, ma non solo, si formarono in alcuni partiti correnti e clans. Gruppi solidali presero il potere in alcuni partiti che gestivano il Paese. Una volta installati in posizioni di comando, i gruppi di potere intavolarono negoziati con gli imprenditori che producevano ricchezza e beni di produzione. Gli appalti pubblici furono gestiti con metodi sempre più «mediterranei». Le percentuali di ritorno divennero talvolta criteri di scelta nelle assegnazioni dei contratti importanti. Gli impresarii, in genere gente del Nord, si indignarono, ma poi, da Italiani svegli e adattabili, capirono la musica che si andava diffondendo e impararono a suonarla. All’inizio le grosse tangenti erano l’eccezione, ma in circa un decennio divennero la regola. Tangentopoli sembra nata nei palazzi romani, ma si estese facilmente anche alle più sperdute province.

La incapacità dei piemontesi, dalla fine ‘800, ad educare l’Italia appena formatasi,  ad avere comportamenti europei o savoiardi, si rivelo’ alla fine del `900 un boomerang per il Paese. Il quale fu quindi facilmente permeabile, soprattutto durante la ricostruzione, alla corruzione diffusa, da Roma, da alcuni VIPs installatisi nei palazzi romani.

Il livello dell`Italia sociale, a fine secolo, e troppo degradato. Lontano da quello europeo, esso si avvicina a quello sudamericano. Il sottosviluppo é dietro la porta.  O é gia arrivato ?  Forse ci conviene aprire gli occhi !
                                                          

 Antonio Greco                    ANGREMA@wanadoo.fr


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